martedì 11 maggio 2010

Bella e brava: Filomena De Sciscio è l'antivelina che aspettavamo - Per una volta Graziano ci ha preso


Quant'è bella Filomena. Da ieri in consiglio comunale i cittadini onesti di Reggio hanno un qualche barlume di punto di riferimento in più.
Una sorpresa. Una rivelazione. Filomena De Sciscio è una brava persona. Lo ha capito Delrio (suonino le campane!) lo ha capito la stampa, lo capirà la gente. Chi ha sostenuto che la ragazza in questione non avrebbe potuto fare il vicesindaco in quanto "trombata" alle ultime elezioni con un numero ridicolo di preferenze, ha preso una cantonata totale. La ragazza è saggia, preparata, sicura di sé e non si scompone di fronte a nulla. Chi pensava di trovarsi di fronte ad una timida educanda ieri pomeriggio ha dovuto ricredersi: la vice Delrio all'esordio ha stupito in positivo.
E d'altra parte: ma dove sta scritto che le preferenze siano una garanzia di qualità dei candidati alla nomina? Ieri in consiglio comunale si aggirava tale D. dell'Italia dei Valori, che ha preso decine di preferenze e dovrebbe subentrare a Matteo Riva in consiglio. Beh, auguriamo buona salute a Riva: nessuno di quelli che hanno conosciuto il subentrante ha più avuto il coraggio di contestare al dipietrista il possibile doppio incarico tra comune e regione. Anzi, tutti gli hanno implorato di mantenerlo.

domenica 9 maggio 2010

Dj set tra le bestie impagliate dei Musei Civici: è caccia all'ospite vivo - Il castello delle nature morte - Peni sott'aceto trafugati?



PERCHE' FOTOGRAFIA EUROPEA E' STATA UN GRAN SUCCESSO?
Fotografia europea è l'unico momento dell'anno in cui i numerosi baldi e gagliardi geni incompresi della città possono trovare concretizzate, in una serie di luoghi selezionati del ventre urbano, le loro sgangherate utopie-autopsie compulsivamente auto-omo-erotiche. Nel corso dell'ultimo weekend numerosi narcisi esteti in cerca di una elite finalmente hanno potuto trovarla auto-includendosi nella conventicola dei rari aruspici capaci di districarsi nelle enigmatiche, "sfingiche" e "budellari"sovrastrutturazioni di senso delle esposizioni.
Troppa settimana della fotografia, cari autoerotici dell'immagine fine a se stessa, vi fa diventare ciechi: per questo mi sono vestito da casto prete di campagna, l'altra sera, e sono andato ad affossarmi all'ultimo piano dei civici musei per uno dei momenti più strepitosamente provinciali della nostra vita. Ero lì a ricordare agli esaltati consumatori di cultura, massificati come atroci massaie semiologhe, che anche per loro vale il momento mori. Rapportarsi all'incomprensibile dell'arte esposta, cari amici, non vi salverà. Anzi: quello era il vostro patibolo, e come sempre non ve ne siete accorti. Ora vi spiego, cuccioloni. Fondere animali impagliati della collezione Spallanzani, quadri, installazioni, un dj e una massa in cerca di direzione in cui voi eravate il nulla per eccellenza, è stata un'impresa di follemente alta ironia che aveva davvero un senso. Una colossale presa per il culo ai danni di voi partecipanti, uno sfottò perfido degli organizzatori, geniali. Io vi amo, organizzatori.
Mi avete preso in giro e ci sono cascato. Ho amato quell'insensato pastiche che avete montato in quell'oscuro attico museale, ho amato la gioviale espressione di Mimmo Spadoni (finalmente mi ha considerato un essere umano - solo perchè facevo finta di capire qualcosa: e adesso datemi la vicesindacatura) ho amato la Farioli, ho amato il tizio di legambiente che faceva il buttadentro, ho amato i numerosi ostentatissimi artisti gay presenti, ho amato la assistente video che era dubbiosa sulla sua capacità di offrire rapporti sessuali manuali ad alcuni dei presenti, ho amato la Cri che mi ha aiutato a profanare fanciullescamente l'inganno semiotico con delle foto, le sue, estremamente rivelatorie. Grazie anche al deejay che ci ha fracassato la minchia per un'ora, all'inizio, inondando le stanze con delle assurde registrazioni subacquee delle voci delle balene: bellissimo, sublime, sebra che due lesbiche nevrotiche abbiano ritrovato adirittura la loro naturale regolarità intestinale. Proprio così: questa è arte - yoghurt, arte bifidus activus, serve a rimetterci in sintonia con noi stessi. Non comunica, ricolloca i fruitori nel loro orizzonte fittizio - supergoico. E' arte logistica.
Molti dei presenti, a giudicare dalla vacuità degli sguardi, erano lì forse più in cerca dei peni sottaceto (di cui la seriossima collezione è munita) che di arte: hanno trovato molto di più, la rappresentazione della loro identità in un reticolo di stanze estanzette piene di gente assordata, ammutolita dal rumore, spaesata, in posa, fermamente incapace di eresia, incolpevole e ben vestita, contemporanea.

venerdì 7 maggio 2010

Provvedimento punitivo? - Rimosse quattro dipendenti troppo solerti - Ennesimo caso poco chiaro in Provincia


Da l'Informazione del 5 maggio 2010

Piccoli problemi alla Municipale - Quattro agenti la fanno non proprio nel vaso - E scatta la reprimenda

Da L'Informazione del 4 maggio 2010



In Memoria di Angelo Fantini, un grande reggiano - Uno dei rari esempi di dedizione al bene comune- Amava la città e l'ha amata con la politica


Si spegneva un anno fa a 76 anni Angelo Fantini, figura centrale del movimentismo civico della città di Reggio, grande animatore dei primi comitati contro l’inquinamento e da sempre vicino ai bisogni del suo quartiere nella veste di consigliere di circoscrizione II. Fantini è stato portatore di uno spirito antico: in lui si è incarnata perfettamente quella attenzione alla comunità che era e dovrebbe costituire ancora oggi la vera ricchezza dello spirito reggiano. Angelo Fantini è stato testimonianza viva e maestro sotto due aspetti. Il primo è quello della ricerca del bene comune al di là dello spirito di parte: gli erano aliene le degenerazioni in partigianeria fine a se stessa. In secondo luogo, Fantini è stato maestro di stile: un gentiluomo, capace di essere il primo “combattente” per le sue idee ma sempre con toni propri di un confronto civile. Il che, di fronte ai tristi spettacoli della politica urlata odierna, lo rendevano quasi una figura anacronistica. Non è così, ovviamente: anacronistica e antipolitica è l’idea che l’impegno per la comunità si sostanzi in giochi di potere e muscolarismi più o meno urlati. Angelo Fantini badava alla sostanza dei problemi, e su quello era una miniera di informazioni, ricordi, suggerimenti, idee. Una chiacchierata con Angelo, nel giardino di casa sua, era il miglior antidoto a certi veleni della pseudopolitica mediatica tanto in voga oggi. Era come l’acqua fresca che usciva, e immagino esca ancora, dal pozzo di casa sua. Quando se ne è andato, un anno fa, vinto dal male, quella vena non si è seccata: esattamente allo stesso modo resta vivido il suo ricordo e l’impressione che su certe coraggiose battaglie civiche vigili ancora, da lassù, come un nobile nume tutelare.

domenica 25 aprile 2010

Paola Turci al Fuori Orario, ovvero lesbo è bello - Trasgressioni omologate, Padre Amorth è più freak - Quark a casa del calciatore fallito giovane


FUORI ORARIO. 24-25 APRILE 2010. Pensavo di essere ancora qualcuno o qualcosa e invece eccomi nullificato in mezzo a una massa di bruttine autunnali, TonyManeros vintage di latente gayaggine, principesse di provincia con l'aria sbattuta e vecchie amiche a rimorchio di morosi che pensano a tutt'altro. Grazie Paola Turci per averci cantato Bella ciao, a fine del tuo comunque bel concerto: era dedicata a te stessa, alle tue braccia tornite da working class girl e alle tue ascelle depilate sexyssime che facevano sognare di brutto il tuo fanclub lesbissimo e pelosissimo. Purtroppo le tue sostenitrici-groupies, cara Paola che nemmeno sai chi sono, erano preda di una ansia di trasgressione a colpi di acconciature e sdrucitismi già visti ovunque: fra martino campanaro risulterebbe più alternative, lì in mezzo, e Padre Amorth in quanto a trasgressione pesserebbe per un sanguinario brigatista addestrato in Palestina.
A proposito di sacerdoti e cantico dei cantici, aleggiava abbastanza sorella morte sopra ampie quote di mucillagine umana incrostata al dancefloor, almeno fin quando non è rispuntata dal nulla smell like teen spirit dei nirvana: lì ci siamo sentiti un po' più vivi e grazie al diggey che ce l'ha messa su. E' stato cme fare anabasi e catabasi in tre minutie tre accordi.
Ma soprattutto voglio dire grazie alla pallamanista di Casalgrande che faceva la finta ubriaca e troieggiava con tutti per darsi un tono. Alla fine della serata è scomparsa con il calciatore di serieB Andrea C, e insieme hanno coronato un bell'idillio amoroso montandosi selvaggiamente a casa di uno dei due, dove, è facile immaginarlo, è appostata una troupe di Quark per il prossimo speciale sulla crudeltà della natura. Fatti loro, purtroppo però lei ha commesso un errore: fare la furba anche col sottoscritto. Torneremo sull'argomento.
Mahalo

giovedì 22 aprile 2010

Procioni da baciare: epilogo del rapporto Fini - Berlusconi - Gossip scadente per il salotto di Capote - Marketing più fascismo uguale crisi


Non pensavo di potere arrivare a farlo... ma ieri vedendo Fini e Berlusconi litigare come due comari sessantenni con le vampate e i bigodini e un'insana attrazione per gli idraulici di colore, mi è venuto in mente che forse Silvio ha ragione. Eliminare le scassacazzosissime minoranze interne per ricondurre il Pd sulla via del Progresso e del Governo: noi lo sognamo, loro lo fanno. Lo so: dare ragione a silvio è immondo e peccaminoso come vedere Di Pietro che fa un corso di dizione a una capra... una roba bizzarramente contronatura, come baciare un procione o iscriversi all'arcigay da etero.
Quest'ultima scelta è ottima per un giornalista, quasi obbligata se volete venire a contatto con i succosi segreti di cui solo la potentissima comunità omosex è in possesso. Truman Capote era un genio letterario, e insieme la più grande e luminosa checca della storia degli Stati Uniti, e dentro la sua testina geniale custodiva più segreti di Kennedy e Al Capone messi insieme. A Capote piacevano le feste con colori sgargianti e le risse tra attricette puttane e i loro facoltosi innamorati in cerca di rapporti orali da raccontare in crociera tra le isole della Grecia. Una rissa tipo quella tra Silvio e Gianfranco non se la sarebbe cagata neppure, essendo di qualità così scadente da venire dopo racconti a base di innocui giochetti erotici rubati a casa della zia zitella... storie squallide, ma meno devastantemente scandalose dell'empio abbraccio d'amore tra vecchi fascisti più o meno venduti e ingegneri del marketing nullificatore che ha portato alla nascita del casino in cui le Istituzioni si trovano ad annaspare. Risparmiateci questa agonia o rimpiangeremo quando al governo dell'Italia c'erano arpie gobbe sgranatrici di rosari e vampiri ingrifati travestiti da chirichetti. Siamo nel 2010, non ce lo meritiamo.