giovedì 22 aprile 2010

Procioni da baciare: epilogo del rapporto Fini - Berlusconi - Gossip scadente per il salotto di Capote - Marketing più fascismo uguale crisi


Non pensavo di potere arrivare a farlo... ma ieri vedendo Fini e Berlusconi litigare come due comari sessantenni con le vampate e i bigodini e un'insana attrazione per gli idraulici di colore, mi è venuto in mente che forse Silvio ha ragione. Eliminare le scassacazzosissime minoranze interne per ricondurre il Pd sulla via del Progresso e del Governo: noi lo sognamo, loro lo fanno. Lo so: dare ragione a silvio è immondo e peccaminoso come vedere Di Pietro che fa un corso di dizione a una capra... una roba bizzarramente contronatura, come baciare un procione o iscriversi all'arcigay da etero.
Quest'ultima scelta è ottima per un giornalista, quasi obbligata se volete venire a contatto con i succosi segreti di cui solo la potentissima comunità omosex è in possesso. Truman Capote era un genio letterario, e insieme la più grande e luminosa checca della storia degli Stati Uniti, e dentro la sua testina geniale custodiva più segreti di Kennedy e Al Capone messi insieme. A Capote piacevano le feste con colori sgargianti e le risse tra attricette puttane e i loro facoltosi innamorati in cerca di rapporti orali da raccontare in crociera tra le isole della Grecia. Una rissa tipo quella tra Silvio e Gianfranco non se la sarebbe cagata neppure, essendo di qualità così scadente da venire dopo racconti a base di innocui giochetti erotici rubati a casa della zia zitella... storie squallide, ma meno devastantemente scandalose dell'empio abbraccio d'amore tra vecchi fascisti più o meno venduti e ingegneri del marketing nullificatore che ha portato alla nascita del casino in cui le Istituzioni si trovano ad annaspare. Risparmiateci questa agonia o rimpiangeremo quando al governo dell'Italia c'erano arpie gobbe sgranatrici di rosari e vampiri ingrifati travestiti da chirichetti. Siamo nel 2010, non ce lo meritiamo.

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