venerdì 7 maggio 2010

In Memoria di Angelo Fantini, un grande reggiano - Uno dei rari esempi di dedizione al bene comune- Amava la città e l'ha amata con la politica


Si spegneva un anno fa a 76 anni Angelo Fantini, figura centrale del movimentismo civico della città di Reggio, grande animatore dei primi comitati contro l’inquinamento e da sempre vicino ai bisogni del suo quartiere nella veste di consigliere di circoscrizione II. Fantini è stato portatore di uno spirito antico: in lui si è incarnata perfettamente quella attenzione alla comunità che era e dovrebbe costituire ancora oggi la vera ricchezza dello spirito reggiano. Angelo Fantini è stato testimonianza viva e maestro sotto due aspetti. Il primo è quello della ricerca del bene comune al di là dello spirito di parte: gli erano aliene le degenerazioni in partigianeria fine a se stessa. In secondo luogo, Fantini è stato maestro di stile: un gentiluomo, capace di essere il primo “combattente” per le sue idee ma sempre con toni propri di un confronto civile. Il che, di fronte ai tristi spettacoli della politica urlata odierna, lo rendevano quasi una figura anacronistica. Non è così, ovviamente: anacronistica e antipolitica è l’idea che l’impegno per la comunità si sostanzi in giochi di potere e muscolarismi più o meno urlati. Angelo Fantini badava alla sostanza dei problemi, e su quello era una miniera di informazioni, ricordi, suggerimenti, idee. Una chiacchierata con Angelo, nel giardino di casa sua, era il miglior antidoto a certi veleni della pseudopolitica mediatica tanto in voga oggi. Era come l’acqua fresca che usciva, e immagino esca ancora, dal pozzo di casa sua. Quando se ne è andato, un anno fa, vinto dal male, quella vena non si è seccata: esattamente allo stesso modo resta vivido il suo ricordo e l’impressione che su certe coraggiose battaglie civiche vigili ancora, da lassù, come un nobile nume tutelare.

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