giovedì 12 agosto 2010

Nota disambiguante sul ruolo media - politica


(segue)
Molti crederanno che Delrio mi stia profondamente antipatico e che ci sia rancore personale nelle mie analisi. Niente di più falso: dal punto di vista personale mi sono sempre trovato bene col sindaco, con Luca Vecchi, con Matteo Riva, con Beppe Pagani... anche se ho dovuto attaccarli un po' negli ultimi giorni nel tentativo di rinfrescare la memoria a lettori ed elettori. La dinamica dei rapporti tra giornalisti e politici prevede, in una democrazia sana, che chi scrive faccia le pulci a chi comanda... e col passare del tempo mi sto convincendo, supportato dalle letture di Michel Foucault, che non esista un potere buono e uno cattivo, ma che esistano rapporti di potere e basta... e che se questi rapporti si cristallizzano fino a diventare irreversibili, si crea una malattia mortale per la democrazia. Se si guarda la storia di Reggio, 65 anni di governo monocolore o quasi, si capisce bene cosa intendo, specie osservando da vicino i potagonisti della classa politica locale. Tutta.

Il vescovo conte che governa Reggio a forza di crociate perdenti


Pochi lo hanno notato ma la questione porta a porta ricorda da vicino un'altra vicenda che ha fatto ammattire gli strateghi di piazza Prampolini: quella delle campine nomadi. Chi scrive era presente alla convention della Margherita reggiana in cui Delrio si produsse in una strepitosa omelia sulla necessità di riempire la città di "campine" per superare l'orrore quasi nazista dei campi nomadi. Il tutto, tra l'altro, sotto lo sguardo paterno di Pier Castagnetti detto il biondino, quello che si augura che i giornali chiudano (*) : un grande democratico - liberale - solidarista attento alle necessità dei più deboli e dei lavoratori. Si trattò di una giornata storica perchè si rese palese una grande verità: Delrio, con i suoi toni messianici da liberatore del popolo sinti dalla cattività della Roncina, dimostrò di interpretare il ruolo di sindaco un po' come quello di vescovo, non riuscendo a trovare uno stile di approccio "laico" ai problemi della città.
Solo così si spiega una politica a colpi di battaglie ideologiche che puntualmente gli costano dei colossali dietrofront: dal caso nomadi a quello del porta a porta passando per il tutte balle sulla microcriminalità e le non meno imbarazzanti certezze a metà sulla questione dell'acqua pubblica in relazione ad Iren. Il sindaco dimostra di avere una mente troppo abituata alle verità senza mezzi termini della fede e della scienza medica ed incapace di adattarsi ai toni sfumati delle multiformi verità stagionali della politica.
Tutti sanno come sono finite le crociate di Delrio. Di microarea ce n'è una sola (tra canile comunale a gattile enpa, dietro al terrapieno dell'alta velocità: ricordiamolo ai distratti) e per il resto i campi nomadi in cui i bambini si ammalano più che altrove sono ancora aperti. Non si sa perchè ma i cattivi e cinici elettori ritengono che il problema sarebbe risolvibile se i santi genitori dei bimbi che si ammalano ripetutamente sotto ai loro occhi si spostassero dalle roulotte alle case di mattoni e cemento. Che carica di cinismo questi perfidi elettori un po' fascisti, eh? La vicenda del porta a porta invece è finita in modo ancor più pacchiano: dopo aver fatto dire a tutti che l'estensione della domiciliare all'intera città era una inevitabile necessità, dopo aver tentato di far passare Nadia Borghi per pazza come si usava oltrecortina anni orsono, Delrio è andato a presentare un progetto uguale a quello che sosteneva Nadia Borghi. Glielo hanno fatto notare e lui ha risposto urlando ai giornalisti. Poi glielo hanno fatto notare tutti gli alleati. Urlerà anche con loro?


(*) i giornali L'INFORMAZIONE e GIORNALE DI REGGIO, come da lui dichiarato in una intervista dopo la rielezione di Delrio a sindaco

HARD RUBBISH 3


Da L'Informazione di mercoledì 11 agosto 2010

mercoledì 11 agosto 2010

venerdì 6 agosto 2010

Titanic Italia, quando affondare è meglio che galleggiare - Se volete delinquere questo è il momento giusto: affrettatevi!


Come nella migliore tradizione della prima repubblica siamo alla crisi di governo estiva, rito di eletta consuetudine democristiana che coincideva di solito con una delle forme peculiari del sistema politico italiano, il GOVERNO BALNEARE, formazione esecutiva raccogliticcia che aveva il compito di traghettare il paese per qualche mese prima del successivo appuntamento elettorale.
E' estremamente divertente prendere nota di come la seconda repubblica, una eterna transizione ad impalcatura fortemente antipolitica, prenda le stesse sembianze della prima. Il peggio dell'armamentario comportale del deputato medio è oggi lo stesso di venti anni fa.
Venuta alla luce sotto gli astri di una società civile che doveva trasfondere moralità e serietà ad una classe politica degenarata, corrotta e puzzona, la seconda repubblica finisce come la prima. Un'ondata di inchieste che inchiodano ladroni e puttanelle politiche assortite, trasformismo ai massimi livelli, congiure notturne di palazzo, grandi centri affamati e piagnoni in cerca di grandi tavole consolatorie e spartitorie, e gli inevitabili scoppi di violenza nelle sante aule democratiche del parlamento. La Santanchè si prende della puttana e due deputati si azzuffano come bulletti affetti da sospetta micropenia.
Sarebbe confortante dire che gli italiani non si meritano uno spettacolo simile ma di fatto questo spettacolo è lo stesso che si può osservare ad ogni incrocio stradale della repubblica in caso di scazzo tra automobilisti, o nelle scuole, o negli stadi, o nelle sagrestie vaticane, o nella finanza, o nell'imprenditoria... perfino le onlus benefiche non sono aliene da certe degenerazioni, stando a quanto mi riporta una amica che conosce la cooperazione internazionale made in Italy, specie nel vicino oriente israelo-palestinese.
Una sola serena analisi finale è dunque possibile: questa classe politica non se ne andrà mai a casa, a meno che 60 milioni di italiani non vengano complessivamente spostati in un altro paese europeo (che ne so, mettiamo la Germania che sembrano sempre più civili). A oggi c'è una perfetta identità tra chi governa e chi è governato, come mai in passato probabilmente. Per questo il consiglio non è quello di incazzarsi come delle belve, ma di cogliere la scintillante possibilità offerta da questo scorcio di storia contemporanea per coltivare ciascuno il proprio orticello di illegalità, arricchimento truffaldino e sopruso. Se volete abbandonare la morale e delinquere sotto lo sguardo materno e compiacente del governo, affrettatevi e fatelo oggi: domani potrebbe essere troppo tardi.
Mahalo.

martedì 3 agosto 2010

Post Politica e società dello spettacolo: showbuisness come un cavallo di troia per accedere alle alte sfere del comando


Quante puttane viste in tv deve portarsi a letto Gianfranco Fini per risultare simpatico agli italiani e quindi farsi votare? Quanti giudici dovrà corrompere, quanti mafiosi latitanti dovrà andare a ossequiare nelle loro catacombe, quanti peccati pubblici e privati dovrà farsi condonare dalla platea tv di Montecitorio? Questa è la vera domanda. Futuro e Libertà non ha futuro a queste latitudini e il manipolo finiano farebbe bene a sciogliersi immediatamente per mancanza di puttane. E' più facile vedere un pipistrello mettere in manette Batman che scovare un italiano dotato di autentica passione civile: meglio Colpo Grosso e il busto di zio Benito nel tinello a farci da spirito guida politico. In queste ore Bersani implora Tremonti di prestarsi ad una congiuretta alla Generale De Lorenzo per estromettere B. dalla conduzione del suo sconclusionato governo: Bersani conferma che il Pd è il vero partito della destra moderata in questo paese, come sostiene il compagno A. Menozzi. Bastava vedere la bandana che domenica sera aveva in testa il giovane sindaco di un comune "rossissimo" della nostra provincia per capire che è iniziata l'era della post politica. Quella in cui Salomè è il mio presidente ed Erode viaggia in calze a rete al Bagaglino.