martedì 24 agosto 2010
lunedì 23 agosto 2010
Si parla di Giorgio Morelli e gli animali spazzini iniziano ad agitarsi.
"Voltare pagina. Il giornalismo reggiano dopo la Liberazione (1945-1951). In ricordo di Giorgio Morelli «Il Solitario»".
Se Giorgio Morelli Il Solitario fosse vivo, oggi, 23 agosto 2010, a chi dedicherebbe i suoi articoli?
La domanda è tutto fuorchè paradossale, anzi: è l'unica domanda che abbia senso. E questo per una semplice motivazione.
Oggi come oggi la figura di Morelli è ridotta alla sagoma di un grande pretesto. Intorno alle sue spoglie si scontrano le due opposte fazioni. Da una parte i guardiani della verità di Istoreco, che a "soli" 64 anni dalla fine del secondo conflitto mondiale continuano a dover giustificare il proprio ruolo di "biografi autorizzati" della resistenza. Il che li porta ad essere tenui nell'indicare le precise responsabilità, anche quelle evidenti. Si è a lungo taciuto sul fatto che Giorgio Morelli fu ammazzato dai partigiani rossi, tra i quali erano presenti numerosi criminali, rubagalline e killer indegni di essere associati alla grande epopea resistenziale. Istoreco dov'è stata per 64 anni? Su questo, sul perchè il PCI sia stato zitto per anni, un istituto storico che voglia definirsi come "serio" dovrebbe essere deciso ed indipendente. Al dibattito che si è tenuto ieri sera Festareggio, il presidente Istoreco Carrattieri è stato molto cauto nei giudizi, ha parlato del silenzio dell'Anpi su Morelli e anche dell'altrettanto poco commendevole, lungo, apparentemente ingiustificato silenzio della Dc reggiana. Chi s'accontenta gode, forse. Tutti colpevoli, nessun colpevole.
Dall'altra parte della barricata che divide gli interessi particulari in gioco, staziona una serie di improbabili "furbetti del ricordino", ometti col dente avvelenato che piegano alle loro concrete esigenze, tutte contemporanee, la storia di quei giorni. C'è chi fa il mercante della memoria e rimpingua il conto in banca cavalcando la moda revisionista di questa bella Italia tardofascista; c'è chi tenta di accreditarsi come storico senza averne i titoli accademici; c'è chi di storico ha solo il proprio criptonazismo; e c'è infine chi, con una operazione vomitevole, usa il ricordo di Morelli come cavallo di troia per infangare la Resistenza e il suo frutto migliore, cioè la Costituzione, nel quadro di un disegno che punta a limitare le libertà per cui Morelli, fino al 25 aprile, aveva rischiato in proprio la vita. Insomma intorno al ricordo di Giorgio Morelli si aggira una variegata feccia di provincia, micropolitici e nanostorici che andrebbero ricacciati nelle fogne da cui provengono a calci nel culo, tanto per essere chiari.
Contro questa duplice schiera Giorgo Morelli oggi indirizzerebbe uno ad uno i suoi strali; e farebbe centro. Chi vuole conoscerlo ha un solo strumento, leggersi La Nuova Penna, il foglio da cui il partigiano lanciò le sue memorabili invettive; spessissimo prendendoci in pieno e a volte, come è umano che sia, no. Tutto da dimostrare è, ad esempio, il teorema morelliano dell'esistenza di un piano di vendette&sterminio appoggiato dal Pci reggiano e messo in atto nei giorni successivi alla liberazione. Difficilmente, finchè ci sarà questa generazione di storici e di politici, si troverà una risposta attendibile. Nel frattempo, si legga La Nuova Penna: il resto in grandissima parte è fumo, e l'oblio sembra addirittura meglio.
giovedì 19 agosto 2010
Kill your Idols bis - Il Sirenetto di Zocca e la Baiadera Blasfemo-Chic non hanno altro scopo se non renderti loro servo pagante

Kill your idols, dicevamo. Non un sermone bigotto ma un invito all'uso della ragione critica.
(A love supreme, dice una voce nel semi-causal jazz di John Coltrane che in questo momento riempie la stanza, con Elvin Jones che disegna spazi ritmici di raro esotismo. Un altro tempo e un altro spazio, nel nostro tempo e nel nostro spazio).
Ma non divaghiamo. Quando si spendono parole chiare su fenomeni come la Ciccone, vista la schiera dei fans adoranti in agguato e pronti a segnalarti per un Tso d'urgenza in caso di critiche all'idolo dorato, occorre usare parole chiare, e argomentare.
E' interessante notare come Veronique Ciccone esca indenne al passare del tempo nonostante i critici e i fans si rendano progressivamente conto della nullità musicale della Giovanna d'Arco di Bay City. L'interessante fenomeno purtroppo non si limita ai lidi scoperti da Cristoforo Colombo ma ha degli identici riscontri pure in terra italica. La scatenata cheerleader che negli anni 70 spompinava a manetta nella Rochester Adams High School ha infatti un perfetto similare nel sirenetto di Zocca, Raschio Rozzi, il finto rocker più famoso d'Italia.
Ahi serva Italia, di dolore ostello, | nave sanza nocchiere in gran tempesta, | non donna di province, ma bordello!, scrisse con perfetta cognizione di causa sul music - biz nazionale il poeta novello Dante Alighieri qualche secolo fa: un preveggente come la sua guida a cinque stelle nell'oltretomba, Virgilio, che secondo alcuni avrebbe anticipato la notizia della nascita di Gesù di alcuni decenni... ma lasciamo stare gli scoop dell'anno zero e torniamo ad occuparci del grado zero della sensibilità e dell'intelligenza.
Il dott. Rozzi è esattamente la trasposizione italiana del cicconismo. Ad un iniziale fenomeni musicale il muzic biz ha appiccicato una maschera (votiva, elusiva) volta ad ingrossare la palla di neve fino ad una valanga hard selling. Dove sta il punto di contatto dei due fenomeni? Nella FINTA TRASGRESSIONE. Vita spericolata è la Like a Virgin italiana.
In entrambi i personaggi la trasgressione sessuale diventa strumento di vendita del disco e mezzo di autoappagamento del fan-acquirente-pollo da spennare. Il disco cioè, per essere più venduto, diventa tassello inevitabile, radice-fonte-certificatore di uno stile di vita più compiuto che definisce l'identità dell'acquirente. A un livello ancor più sotterraneo si sdogana l'idea che sia l'acquisto del bene a descrivere la persona, rendendo i sonnambuli giovini spennandi schiavi di un giochetto chiamato consumismo di massa. Insomma mettendo in moto a distanza il pene e la vagina degli infiammati adolescenti globalizzati, attraverso Rozzi e Ciccone si spaccia una visione del mondo facile e a portata di supermercato... una vera merda fumante che negli anni '60 - '80 porta schiere di giovani, oltre a subire l'influenza diretta del potere politico, ad essere servi pure dei nuovi grandi potentati economici globalizzati... Infatti la soluzione finale di questo movimento è null'altro che l'arricchimento del cantante e del suo padroncino multinazionale della discografia: cioè il consolidamento di un rapporto di potere in cui il cantante e il discografico comandano e si arricchiscono, e in cui il fan elargitore la prende sistematicamente in culo con gioia.
C'est la vie, la distruzione, come diceva Pasolini parlando provocatoriamente di nuovo fascismo, della nostra tanto cara e amata vecchia società: piena di disuguaglianze ma anche piena di identità stratificate nei secoli che sorreggevano la possibilità di uno spirito critico elementare, spesso basato su null'altro che la tradizione. Oggi chi parla di questi antichi scenari viaggia tra le macerie di un mondo perduto come Pasolini stesso tra le vestigia di Roma antica in Mamma Roma: nessuno spirito critico, nessun no al padrone che di volta in volta bussa alla porta per incularti. Sono altri tempi e chi se ne rende conto, spesso, ha la sensazione di camminare al ritmo di un altro tempo nel tempo.
mercoledì 18 agosto 2010
Kill Your Idols. Perchè la nota popstar "tutta - americana" con una passione per il trascendente e il nudismo è una autentica cagata pazzesca

Questa settimana ho provato sulla mia pelle cosa sia l'intolleranza religiosa. No, non mi sto riferendo alle mie recenti avventure intorno alla moschea di via Gioia (se ne avrò voglia vi segnalerò alcune cose che riguardano il furto e il degrado e aggressioni gay da quelle parti...) mi sto riferendo ai fans di Veronica Louise Ciccone, detta Ma., nota popstar - vacca mungitrice dello showbiz. Una pericolosa nullità astrale che da 30 anni calca la scena approfittando del rincoglionimento di massa indotto dalla società dello spettacolo... one dimensional children ammassati ad adorarla eccetera eccetera... è un fenomeno che meriterebbe la stessa attenzione dell'evoluzione nei sistemi di derattizzazione, se non fosse che forse un'invasione aliena di topi mutanti sgorgati dalle fogne della città e avvezzi all'uso di granate e missili intelligenti sarebbe meno pericolosa per la salute della nazione rispetto al processo di rafforzamento della coglionaggine media indotto dal fenomeno Ma.. Ai topi di fogna piace la nutella e non mi stupirebbe se la ciccone avesse gli stessi gusti. E' aberrante certificare da anni il successo di un mostro sotterraneo col cuore di tenebra, uno zero assoluto che sopravvive cavalcando le mode, il tipico zombie riportato alla luce dal rimbombo dei media.
Questa settimana, lamentandomi di quanto sia disdicevole il persistente hype intorno ad un siffatto monstrum, ho fatto incazzare una sua fan radicale... fatto a sua volta triste, anche se la verità e l'odio sono spesso connesse. Finchè ci saranno le Ma. e i Vasco la nostra società sarà destinata a soccombere. Le anti-culture emergenti, come l'integralismo islamico o il despotismo plutocratico alla cinese ci spazzeranno via come merda di pollo, se continuiamo a stare dietro a queste icone del nulla. L'assenza di valori è l'accogliente pianura in cui prolifereranno i pazzi del nuovo millennio: chi non ha gli occhi per vedere la vera anima di queste icone, non ha nemmeno la possibilità di maturare un giudizio sul bene e sul male in generale.
Be aware.
Mahalo.
Iscriviti a:
Post (Atom)

