giovedì 12 agosto 2010

mercoledì 11 agosto 2010

venerdì 6 agosto 2010

Titanic Italia, quando affondare è meglio che galleggiare - Se volete delinquere questo è il momento giusto: affrettatevi!


Come nella migliore tradizione della prima repubblica siamo alla crisi di governo estiva, rito di eletta consuetudine democristiana che coincideva di solito con una delle forme peculiari del sistema politico italiano, il GOVERNO BALNEARE, formazione esecutiva raccogliticcia che aveva il compito di traghettare il paese per qualche mese prima del successivo appuntamento elettorale.
E' estremamente divertente prendere nota di come la seconda repubblica, una eterna transizione ad impalcatura fortemente antipolitica, prenda le stesse sembianze della prima. Il peggio dell'armamentario comportale del deputato medio è oggi lo stesso di venti anni fa.
Venuta alla luce sotto gli astri di una società civile che doveva trasfondere moralità e serietà ad una classe politica degenarata, corrotta e puzzona, la seconda repubblica finisce come la prima. Un'ondata di inchieste che inchiodano ladroni e puttanelle politiche assortite, trasformismo ai massimi livelli, congiure notturne di palazzo, grandi centri affamati e piagnoni in cerca di grandi tavole consolatorie e spartitorie, e gli inevitabili scoppi di violenza nelle sante aule democratiche del parlamento. La Santanchè si prende della puttana e due deputati si azzuffano come bulletti affetti da sospetta micropenia.
Sarebbe confortante dire che gli italiani non si meritano uno spettacolo simile ma di fatto questo spettacolo è lo stesso che si può osservare ad ogni incrocio stradale della repubblica in caso di scazzo tra automobilisti, o nelle scuole, o negli stadi, o nelle sagrestie vaticane, o nella finanza, o nell'imprenditoria... perfino le onlus benefiche non sono aliene da certe degenerazioni, stando a quanto mi riporta una amica che conosce la cooperazione internazionale made in Italy, specie nel vicino oriente israelo-palestinese.
Una sola serena analisi finale è dunque possibile: questa classe politica non se ne andrà mai a casa, a meno che 60 milioni di italiani non vengano complessivamente spostati in un altro paese europeo (che ne so, mettiamo la Germania che sembrano sempre più civili). A oggi c'è una perfetta identità tra chi governa e chi è governato, come mai in passato probabilmente. Per questo il consiglio non è quello di incazzarsi come delle belve, ma di cogliere la scintillante possibilità offerta da questo scorcio di storia contemporanea per coltivare ciascuno il proprio orticello di illegalità, arricchimento truffaldino e sopruso. Se volete abbandonare la morale e delinquere sotto lo sguardo materno e compiacente del governo, affrettatevi e fatelo oggi: domani potrebbe essere troppo tardi.
Mahalo.

martedì 3 agosto 2010

Post Politica e società dello spettacolo: showbuisness come un cavallo di troia per accedere alle alte sfere del comando


Quante puttane viste in tv deve portarsi a letto Gianfranco Fini per risultare simpatico agli italiani e quindi farsi votare? Quanti giudici dovrà corrompere, quanti mafiosi latitanti dovrà andare a ossequiare nelle loro catacombe, quanti peccati pubblici e privati dovrà farsi condonare dalla platea tv di Montecitorio? Questa è la vera domanda. Futuro e Libertà non ha futuro a queste latitudini e il manipolo finiano farebbe bene a sciogliersi immediatamente per mancanza di puttane. E' più facile vedere un pipistrello mettere in manette Batman che scovare un italiano dotato di autentica passione civile: meglio Colpo Grosso e il busto di zio Benito nel tinello a farci da spirito guida politico. In queste ore Bersani implora Tremonti di prestarsi ad una congiuretta alla Generale De Lorenzo per estromettere B. dalla conduzione del suo sconclusionato governo: Bersani conferma che il Pd è il vero partito della destra moderata in questo paese, come sostiene il compagno A. Menozzi. Bastava vedere la bandana che domenica sera aveva in testa il giovane sindaco di un comune "rossissimo" della nostra provincia per capire che è iniziata l'era della post politica. Quella in cui Salomè è il mio presidente ed Erode viaggia in calze a rete al Bagaglino.

mercoledì 7 luglio 2010

Sette Luglio '60: panta rei

Sette luglio '60 cinquanta anni dopo sono tutti più vecchi. Parenti e amici delle vittime; Reggio città; le istituzioni; i partiti. Niente manifestazione ufficiale oggi pomeriggio, mi sono concesso solo un passaggio al Teatro Ariosto stamattina, dove un discorso incendiario del presidente nazionale Fnsi ha suscitato scroscianti applausi in sala.
Evitare le autorità? Un bene. Mi risulterebbe difficile giustificare la visione di un Delrio o di una Masini che pontificano sui morti di allora (per attaccare i governi di oggi), non per antipatie personali, per una questione di coerenza. Il Pd a livello nazionale, avallando l'accordo per lo stabilimento Fiat di Pomigliano, mi pare si sia posto in una posizione diversa rispetto a quella degli operai di allora. Nel luglio '60 nessuno si sarebbe sognato di avallare una restrizione dei diritti sindacali in cambio del mantenimento di uno stabilimento. Non so se si trattasse di una posizione troppo intransigente dei sindacati di allora, so che alla sua base c'è un'idea diversa del lavoro, della società, dell'uomo, da quella che oggi viene espressa dal Partito Democratico.

martedì 6 luglio 2010

Uruguay, pazzi d'amore per i vincitori sconfitti

Un grande Uruguay ci ha riconciliati con il calcio e col mondo stasera, dopo giorni densi, pieni di sgobbate al desk, vuoti di quel brivido che si cerca nelle pieghe delle ore per dare uno scossone all'inconstatabile senso del tutto. Lo sguardo fiammeggiante di Forlan, la sostanza del calcio di Cavani, generoso stallone che ha schiacciato la difesa Oranje per lunghi tratti, la corsa di Gargano e Pereira hanno restituito all'occhio del calciofilo il senso d'insieme delle grandi orchestre. Solo un'Olanda dal mostruoso macchinario di sfondamento poteva spegnere i sogni dentro agli occhi spiritati degli uruguagi; e così è stato. Ma il risultato finale non negherà un ritorno da eroi a questi splendidi e fieri angeli dalla faccia sporca della celeste, baciati da una gloria che s'innalza sul Rio della plata incurante del risultato.