venerdì 4 giugno 2010

SUDAFRICA 2010 / 2 - Miracoli del calcio moderno: Brasile senza punte e Portogallo con addirittura una punta (un brasiliano naturalizzato, of course)


Cercare di capire il vero valore delle squadre dei prossimi mondiali di calcio, in arrivo tra pochi giorni, è difficile come indagare sui perchè della vita dialogando su skype con una stripper da night club turca: operazione forse sensata, ma dagli esiti difficilmente valutabili. Sul tema "ragazza immagine" vi rimando agli Epigrammata di Marziale e a certe poesie del sempre vispo Catullo sulla sua amica Lesbia, mentre per saperne di più riguardo all'indecifrabile cifra tecnica delle nazionali partecipanti ai prossimi mondiali, ecco alcune considerazioni in libertà sugli ultimi tre gruppi di Sudafrica 2010.
(NB. Ho portato sfighissima a Bent tagliato dal suo ct... e pure a Obi Mikel, che ha chiesto di tornare a casa. Un male per noi amanti del freak-power, un bene per la qualità complessiva del gioco).
GRUPPO F
L'Italia arriva al mondiale con una lista di 23 in cui manca un campione celebrato a livello mondiale. A parte Pirlo, il resto della squadra non gode di grande stima all'estero, e se è per questo nemmeno da noi. Non c'è molto da dire: formazione mediocre, senza lampi di genio. La trovata di Marchisio trequartista dietro l'unica punta la dice tutta su come siamo messi: Giuseppe Rossi a casa, Montolivo in panchina. La cosa migliore che possa accadere è che la squadra si ritiri prima del mondiale, o che arrivi Scherzi a Parte.
Nel Paraguay, che viene da un turno di qualificazione ottimo, elementi interessanti in tutti i reparti. Da Claudio Morel in difesa, che con Ibarra formò nel Boca Juniors una delle coppie di terzini più temibili del sudamerica; a J0nathan Santana, naturalizzato argentino tra gli artefici del miracolo Wolfsburg (scampato a un tentato omiciodio nel 2002, quando gli spararono tre pallottole: un giocatore con una certa fibra...); e in attacco, con Roque Santa Cruz, Haedo Valdez, Oscar Cardozo e Barrios, giocatori molto quotati a livello internazionale.
Apparentemente poca cosa le altre due squadre del girone, motivo per cui anche con la nostra bella squadra di defunti potremmo riuscire a passare il turno agevolmente. Attenti però a non sottovalutare la Slovacchia. A parte Hamsik, a centrocampo hanno due dei più interessanti prospetti europei: Vladimir Weiss e Miroslav Stoch, due 1989 estremamente tecnici e già piazzati in club europei di nome (Weiss in particolare è nel Manchester City). In attacco occhio al classe '82 Sestak, uno che vede la porta, e al sempiterno Vittek. Notte fonda per quel che riguarda la Nuova Zelanda: miracolata dallo spostamento dell'Australia nel gruppo asiatico, la squadra non ha giocatori di spicco e l'impressione è che farebbe fatica a salvarsi nella nostra serie B. Ryan Nelsen, bandiera del Blackburn, e Chris Killen i giocatori di un certo spessore.
GRUPPO G
Occhio al Portogallo. Tutti dicono Brasile, ma sembra una litania. Quale Brasile? Quello visto in amichevole a inizio anno è una squadra con dei grossi limiti, che si accende solo con Robinho e Kakà. La squadra è a una svolta storica: dopo i cicli di Romario e Ronaldo, non ha trovato una punta di livello assoluto. A parte quel "Fabuloso" Luis Fabiano che sembra la classica sola da film anni '80 con Lino Benfi: a certificarlo l'interesse del Milan. Ma la squadra, paraodossalmente, è fortissima in difesa e a centrocampo pare molto solida. Dunga è contestatissimo in patria ma quasi sicuramente finirà nei primi quattro. Nel reparto freak occhio al mediano Josue, uno che coi piedi è dato per essere più scarso dello stesso Julio Cesar.
Il Portogallo ha una cifra tecnica spaventosa davanti, con Cristiano Ronaldo e Nani tirati a lustro. La vera novità, però, è che quest'anno il solito tic-toc portoghese fine a se stesso dovrebbe essere superato: finalmente il Portogallo ha una punta. Pensare che nel ruolo si siano alternati nel passato dei paracarri tipo José Domingos, Cadete e Rui Aguas di solito ammoscia le speranze di ogni tifoso portoghese razionale, adesso però la musica è cambiata perchè la federazione ha ben pensato di naturalizzare Liedson, un classe '77 brasiliano che è tutto fuorchè bollito (carriera iniziata da semi-pro alla tarda età di 22 anni). Si tratta di uno dei giocatori più sottovalutati dell'universo, una punta rapida e guizzante dotata di notevole bagaglio tecnico, insomma il classico rompiballe d'area che di fianco a gente come lo sciupafighe Ronaldo e compagnia bella può portare scompiglio & devastazione. Tra le sorprese il fantastico Danny, uno che dopo le nazionali giovanili era scomparso dal giro, salvo poi trovarsi al centro di uno dei più costosi trasferimenti del calciomercato interno russo (se non mi sbaglio lo valutarono una trentina di milioni di euro, cifra che fa abbastanza sorridere se si prova a pensare alla sua reale provenienza).
La Costa d'Avorio è finita nel girone sbagliato e ha avuto la sfiga di perdere Didier Drogba. Questa è una squadra coi fiocchi, ha giocatori di livello in tutti i settori. Il più freak è di sicuro Kader Keita, un'ala tutta tecnica e scatti che in carriera è andato a fare esperienza con Batistuta e Romario negli Emirati prima di sfondare nel calcio europeo. La Costa d'Avorio ha un grosso limite nella concentrazione: per stessa ammissione dei giocatori spesso si scordano di difendere, il che è tutto dire.
Zero possibilità infine per la Corea del Nord, che nei 23 non ha nemmeno il suo giocatore più forte e conosciuto a livello internazionale: Jong Tae Se. Ma d'altra parte se ti capita di vivere in un paese in cui non sai se il tuo presidente è vivo o morto, la presenza o meno di Jong Tae Se ai mondiali è un dettaglio piuttosto secondario.
(fine seconda parte - continua)

2 commenti:

  1. great! Simo!!!
    e se non sarà il portogallo campione (come credo), forse toccherà alla spagna. di certo l'Italia farà un figurone e vincerà lei, perchè ha tutti a compatirla e non ci crede nessuno, nemmeno io.
    Pablo #7

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  2. Ah Paolo, diciamo che il mio giudizio sull'Italia è "scaramantico"... sperom...

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