mercoledì 13 ottobre 2010

Satira contro l'amore

Le storie d'amore non dovrebbero finire mai e alcune non dovrebbero nemmeno iniziare. Conoscevo una ragazza che amava il suo uomo e faceva progetti seri per il futuro; poi un pomeriggio si invaghì di un motociclista che la conquistò allungandole le mani sul culo. Ecco come finiscono le storie di buoni sentimenti, specie se nella parte del fesso rivale del motociclettaro c'è il sottoscritto. Tanti auguri al marito che s'è fatto di recente trasformare in padre da questa tizia: adesso saranno cazzi suoi, ammesso che abbia la fibra per affrontare la REALE situazione in cui s'è messo. Tanti auguri pure a lei, sperando che la sua scatola cranica abbia finalmente trovato un inquilino.
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L'amore non perdona: lo ha detto anche Dante e non tutti hanno capito il vero senso "extra-romantico" delle sue terzine in tema. Tra gli effetti del bel sentimento: rendere pirla e trasformare la donna in angelo. Visioni da combattere a mazzate d'antidoping e sedute psichiatriche, oppure con un bel bagno tonificante nelle acque della vita reale, quella dove Cupido nemmeno fa mezzo pediluvio. Il contatto maschio femmina è questione di corpo: si sbatte tra le radici sanguinolente del pube e il sesto senso raffinatissimo che chiamiamo ragione. E' sopravvivenza condita di calcolo, ispirazione e visioni. Oltre a questi altipiani, solo un burrone di fumose e generiche espressioni d'occasione, coniate nei secoli dai filosofi della chiacchiera.

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