Non è allarmismo e bisogna essere chiari su questo punto: il 50% dell'economia nazionale ha a che fare con l'illegalità organizzata. Non stiamo parlando di machismo da osteria, o di marginali armati organizzati in bande.
Stiamo parlando di quello che attualmente è la più seria minaccia alla democrazia presente su piazza. E il motivo è semplice: l'illegalità si sta mangiando l'economia, e l'economia ha invertito il suo rapporto con la politica, entrando nel suo territorio e relegandola in una posizione ancillare. Il mafioso non ha più bisogno del politico corrotto: il politico piegherà automaticamente la testa di fronte a una forza che lo sovrasta e rispetto alla quale non ha i mezzi per opporsi.
Occorre una rivoluzione, una rivoluzione morale.
I ragazzi del gruppo giovani contro le mafie di Reggio la stanno facendo. Una rivoluzione contro l'apatia, contro l'ignoranza. Contro la legge del più forte. Contro il potere, un potere marcio e corrotto che ha avvelenato i pozzi della nostra democrazia.
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